La storia di Francesca

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Tutto è comunicato con una febbricola durata 4 mesi e dolori al petto intermittenti. Ho fatto diversi controlli per capire la causa di questi continui malesseri ma senza arrivare a capire cosa avessi. Decido di andare al pronto soccorso perché ero stanca di stare male e non sapere perché ed è lì che arrivata la diagnosi: Linfoma non-Hodgkin a cellule B.

Il giorno prima di Ferragosto, non lo dimenticherò mai perché ho iniziato le terapie, in piena ondata Covid. Alla paura per le conseguenze della malattia, si è aggiunta anche quella di poter contrarre l’infezione, è stato un periodo molto duro per me e che ho dovuto affrontare da sola, perché non potevo vedere le mie sorelle, i miei amici e dovevo stare in isolamento.

Fortunatamente ho potuto fare le terapie in Day Hospital e non ho fatto ricoveri, il mio ematologo ha capito benissimo che per me era psicologicamente troppo dura stare troppo tempo in ospedale, mi sentivo troppo fragile. Gli infermieri e i medici sono stati tutti disponibili, mi sono sentita accolta ed è lì che ho conosciuta Giulia, una volontaria di AIL Salerno. Vederla quando facevo le terapie per me era ossigeno, mi dava una prospettiva, sapere che ce l’aveva fatta era una speranza e uno stimolo a farmi forza.

Oggi sto bene, sono anche io diventata una volontaria e ho deciso di raccontarvi la mia storia perché quando ero malata passavo intere giornate a leggere le testimonianze di altri pazienti, era fondamentale per me, mi dava coraggio e spingeva le mie ansie in un angolo.

Alle persone che stanno attraversando quello che ho passato io voglio dire: c’è vita dopo la malattia, non vi arrendete.