Storie di volontari

Natale Ail 2018

Racconto la mia esperienza

 

Mi chiamo Maria, ho 49 anni e abito in un piccolo borgo della Costiera Amalfitana denominato Albori. Non appena mi è arrivato l'invito dall'Associazione A.I.L. (Associazione Italiana contro le Leucemie) di raccontare il mio impegno per la ricerca contro la leucemia, mi sono emozionata pensando alle sofferenze del passato. Ho deciso di scrivere questa breve testimonianza pensando che il racconto della mia esperienza agli altri potesse essere un modo per diffondere informazione tra la gente sull'argomento e per sensibilizzare la società civile sull'importanza della ricerca.

Il mio legame con l'AIL nasce diciannove anni fa, precisamente il giorno 5 gennaio 1989 quando si spense il mio caro fratello Matteo ammalato di Leucemia Acuta Linfoblastica al Cardarelli di Napoli dopo un calvario durato 17 mesi. Tante volte dico tra me e me che se quella tragedia fosse capitata oggi mio fratello avrebbe avuto tante possibilità in più di farcela! Ed è questa consapevolezza sui tanti progressi compiuti dalla ricerca che mi motiva a continuare a impegnarmi nel campo. Ritornando al passato fu comunque in quella triste vigilia dell'Epifania di diciannove anni fa che ebbi la forza di reagire a questo triste evento, chiedendo al dottor Dino Salerno, che mi aveva  aiutato tanto nella malattia di mio fratello, come poter devolvere dei soldi miei e quelli della mia famiglia a qualche associazione che era impegnata nella lotta di questa terribile malattia. Io e la mia famiglia, infatti, non eravamo intenzionati a fare i fiori per mio fratello per i suoi funerali, al contrario volevamo dare una speranza di guarigione a tanti altri si trovavano o si fossero trovati nella stessa condizione di Matteo. Fu così il dottor Salerno a presentarmi l'AIL di Napoli con a capo all'epoca la signora Magrassi che fu felice per questa mia scelta. Nei mesi successivi nel mio paese cercai di sensibilizzare più gente possibile, tra parenti, amici ed estranei sull'importanza della ricerca, e così accrescemmo le adesioni all'associazione, organizzammo vendite di piantine in piazza e il ricavato raccolto fu devoluto a questa causa. Successivamente una mia conoscente mi presentò all'AIL di Avellino e nacque così una stretta collaborazione che consentì l'organizzazione di vendite di uova e di stelle di natale nelle piazze antistanti le chiesette di Albori e Raito. In particolare la presidente di Avellino che aveva un legame in questo territorio, avendo casa a Raito, mi inviava questi prodotti che noi vendevamo nelle ricorrenze di Pasqua e Natale per raccogliere soldi per la lotta contro la leucemia. Era quello, a dire il vero, un periodo in cui io non volevo più sostenere queste iniziative ma il fatto di aver sognato mio fratello, che mi diceva che non lo pensavo più, mi fece desistere dal  prendere questa decisione. Di recente leggendo un depliant in piazza a Cava de' Tirreni mi sono messa in contatto con l'AIL di Salerno grazie alla quale ho avuto la fortuna con la  F maiuscola di conoscere una ragazza eccezionale per senso di generosità di nome  Fiorangela. Grazie a questo contatto ho preso parte alla realizzazione di una postazione a favore della ricerca contro la leucemia al festival di musica classica e jazz a Villa Guariglia durante il quale andavo ogni sera con la mia cassettina raccogliendo così un bel gruzzoletto di soldi, ho collaborato ad un'altra iniziativa di lavoretti fatti a mano venduti poi nella mia parrocchia. Impegnarmi per queste iniziative, collaborare nella organizzazione di queste giornate in piazza ha per me del resto sempre un significato particolare, poiché in questi momenti in cui si vendono le uova, le stelle, o altri prodotti ho la percezione che mio fratello sia vicino a me e alla mia famiglia; del resto in famiglia lo consideriamo sempre presente nei nostri pensieri, nei nostri discorsi, si parla di lui come se l'ultima volta l'avessimo visto qualche giorno fa e c'è l'idea che lui sia partito per un lungo viaggio e per tale ragione non ci resta che attendere il suo ritorno.

                                                                                                                                 

 

Maria Ferrara